LA STORIA DI BORGO PIO

Sottotitolo tbd

storia1

Borghi Pio, è il quattordicesimo rione di Roma, indicato con R. XIV

Lo stemma rappresenta un leone accovacciato, avente di fronte i tre monti e la stella. Questi ultimi, insieme al leone rampante, fanno parte dell’insegna di Sisto V, il papa che elevò Borgo a quattordicesimo rione di Roma.

L’avvenimento che cambiò per sempre il destino della zona, fu il martirio di San Pietro ai piedi del colle Vaticano nel 67, durante la prima persecuzione dei Cristiani. Il Santo fu sepolto nelle vicinanze, e questo fece del Vaticano un luogo di pellegrinaggio. Sulla tomba, Papa Anacleto I eresse un oratorio, che nel 324 Costantino sostituì con una gigantesca Basilica dedicata al principe degli Apostoli. Questa chiesa, conosciuta oggi come la vecchia San Pietro, divenne presto (sino alla sua distruzione nel XVI secolo, quando al suo posto fu eretta la nuova Basilica di San Pietro) uno dei centri della Cristianità.

Durante il Medioevo il quartiere era scarsamente popolato, con case sparse, alcune chiese e molti orti. La nuova vita di Borgo inizia con il Rinascimento, quando il centro di gravità di Roma iniziò a spostarsi dalla zona intorno al Campidoglio. Nello stesso periodo, i Papi abbandonarono finalmente il complesso Lateranense per il Vaticano, il quale divenne il nuovo centro di potere della Chiesa. L’intensa attività edilizia, e soprattutto la ricostruzione di San Pietro, che fu il risultato finale di questo spostamento, attrasse in Borgo diversi artisti, mentre il rinnovato flusso di pellegrini stimolò il commercio. L’età d’oro di Borgo raggiunse il suo apogeo durante il regno dei due Papi fiorentini, Leone X e Clemente VII Medici. Sotto quest’ultimo, il quartiere aveva una popolazione di 4.926 abitanti, quasi tutti non romani. Ben nove dei venticinque Cardinali di Curia, ognuno dei quali manteneva una corte di centinaia di persone, vivevano qui. Gli artisti più importanti (come Raffaello) acquistarono o costruirono le loro abitazioni in Borgo.

Magnifici edifici dallo stile severo furono costruiti da alti prelati e nobili all’inizio del XVI secolo. I più importanti sono: Palazzo Branconio dell’Aquila, progettato da Raffaello SanzioPalazzo Caprini di Donato Bramante (una casa più tardi acquistata da Raffaello, e divenuta poi parte del Palazzo dei Convertendi); Palazzo Castellesi, costruito dal cardinale Adriano Castellesi, attribuito ad Andrea Bregno o Bramante ed una copia in scala minore del Palazzo della CancelleriaPalazzo dei Penitenzieri, opera di Baccio Pontelli. Questi ultimi tre palazzi si affacciavano su di una piccola piazza (Piazza del Cardinale di San Clemente, più tardi Piazza Scossacavalli), che divenne la più importante del Borgo.

Con l’urbanizzazione di Borgo si era venuta a creare una fila di case fra le due strade principali, Borgo Nuovo e Borgo Vecchio, che a causa della somiglianza con la linea mediana di un circo romano, venne chiamata “spina”. Essa era interrotta circa a metà da Piazza Scossacavalli. Da allora in poi la demolizione della spina divenne un tema ricorrente dell’Urbanistica Romana. Vari progetti, iniziando con quello di Carlo Fontana nel tardo XVII secolo, furono concepiti a questo scopo, sino a quando, per volontà di Mussolini e Pio XI, questa idea venne attuata.

Santa Maria in Traspontina

Santa Maria in Traspontina, opera di G.S. Peruzzi, è la sola chiesa a Roma la cui cupola non ha un tamburo. L’altezza più bassa così raggiunta permetteva agli artiglieri del Castello (i quali nella chiesa possedevano una cappella) di esercitarsi tirando sul Gianicolo.

 

Piazza Scossacavalli

Piazza Scossacavalli (distrutta nel 1937) in una stampa del settecento opera di Giuseppe Vasi.

 

Borgo continuò a svilupparsi in modo tale, che nel 1565 Pio IV iniziò la costruzione di tre nuove strade, tutte poste a nord del Passetto, e chiamate rispettivamente Borgo Pio (dal nome del Pontefice), Borgo Vittorio (dalla vittoria di Lepanto) e Borgo Angelico (da Angelo il nome di battesimo del Papa). Per incoraggiare il nuovo insediamento, egli dette privilegi fiscali a quei Romani i quali avrebbero scelto di costruire le loro abitazioni in quella zona. Nuove Mura, ed una Porta monumentale (Porta Angelica), furono costruite per proteggere la nuova area, la quale in onore del Papa fu chiamata Civitas Pia.

piazza del Catalone

piazza del Catalone, con la sua fontanella del XIX secolo, è un angolo pittoresco

 

Borgo nel 1779

Borgo nel 1779 (Mappa edita da Monaldini). Le sette strade che si irradiano dal Castello sono, da nord a sud: Borgo Angelico, Borgo Vittorio, Borgo Pio, Borgo Sant’Angelo, Borgo Nuovo, Borgo Vecchio, e Borgo Santo Spirito.

 

Papa Alessandro VII, dopo il completamento del bellissimo colonnato progettato da Gian Lorenzo Bernini (costruito fra 1656 e 1665), ordinò la demolizione del primo isolato di fronte ad esso. Egli venne così a creare la Piazza Rusticucci, vestibolo di piazza San Pietro. Fra gli edifici che furono così distrutti, ci fu Palazzo Branconio.

Durante il settecento ed il primo ottocento la Città Leonina continuò la sua esistenza pacifica, e poté mantenere le sue caratteristiche. La borghesia abbandonò il rione per i nuovi insediamenti in Campo Marzio, e Borgo divenne un quartiere abitato da gente semplice: artigiani o lavoratori presso il Vaticano, molto devoti ma al tempo stesso sempre aperti alle nuove idee, ed uomini di chiesa, i quali apprezzavano la vicinanza con la Santa Sede.

Molti venditori di articoli religiosi, chiamati Paternostrari o Coronari, avevano i loro negozi qui. Alla periferia del quartiere, in Vicolo degli ombrellari, una stradina vicino Borgo Pio, vennero concentrate le botteghe dei fabbricanti di ombrelli, messe lì a causa del cattivo odore che emanava dalla stoffa verniciata. In Borgo Vecchio erano attive diverse piccole fonderie, specializzate nella fusione di oggetti artistici di bronzo. Un’industria particolare era quella della fabbricazione delle campane: l’ultima fonderia, situata nel Vicolo del Farinone, chiuse intorno al 1995, dopo una attività durata circa 450 anni. In Borgo prosperavano anche molte famose osterie, dove romani e pellegrini potevano ristorarsi.

Le cose iniziarono a cambiare di nuovo per la Città Leonina durante l’occupazione francese sotto Napoleone. Il Préfet di Roma, Camille de Tournon, iniziò la demolizione della spina, ma il progetto dovette essere interrotto quasi subito a causa della mancanza di fondi.

Dopo il 1870, le mura di Pio IV che proteggevano il Rione a nord, furono demolite insieme con la Porta Angelica per facilitare la comunicazione con il nuovo Rione di Prati. Fra il 1886 e 1911 un nuovo Ponte, Ponte Vittorio Emanuele II, posto leggermente più a nord dei ruderi del Ponte di Nerone, unì la nuova arteria di Corso Vittorio Emanuele con Borgo. Nei primi anni del XX secolo fu nuovamente ipotizzato di riportare il rione, o parte di esso, sotto la sovranità del Papa ma alla fine con i Patti Lateranensi del 1929 solo la Città del Vaticano divenne de iure stato estero.

Via della Conciliazione all'alba vista dal Palazzo dei Penitenzieri

Via della Conciliazione all’alba vista dal Palazzo dei Penitenzieri

 

La situazione urbanistica del rione cambiò per sempre nel 1936. In quell’anno il progetto di demolizione della spina, da parte degli architetti Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli, fu approvato da Mussolini e Pio XI e posto in esecuzione. Un accordo fra i due uomini di stato fu reso possibile dal nuovo clima di collaborazione fra lo Stato e la Chiesa che seguì la firma dei Patti lateranensi (“La Conciliazione”) nel 1929. Il 29 ottobre 1936 Mussolini stesso, in piedi su un tetto della spina, diede il primo colpo di piccone. L’8 ottobre 1937 la spina aveva cessato di esistere e San Pietro era visibile da Castel Sant’Angelo.

A causa della guerra i lavori furono poi interrotti. Nell’immediato dopoguerra, nonostante il clima politico e quello culturale fossero cambiati, il governo italiano e la Santa Sede decisero di portare a termine il progetto.

 

Vicolo del Campanile di Borgo in un acquerello di Ettore Roesler Franz

Vicolo del Campanile di Borgo in un acquerello di Ettore Roesler Franz (1880 ca.) La casa sulla sinistra in primo piano appartiene alla spina. Il campanile è quello di Santa Maria in Traspontina, chiesa parrocchiale di Borgo.

 

Il risultato fu che quasi tutti gli edifici del Rione situati a sud del Passetto furono demoliti e una nuova grande arteria, via della Conciliazione (così chiamata a causa del Trattato del 1929 fra l’Italia e la Santa Sede), sorse al loro posto. Pochi edifici importanti (Santa Maria in Traspontina, Palazzo Torlonia, Palazzo dei Penitenzieri) furono salvaguardati poiché si trovavano più o meno in asse con la nuova strada.

Tutti gli altri furono o demoliti e ricostruiti con le fronti sulla nuova strada, oppure demoliti e mai più ricostruiti.

A parte alcuni disegni, non fu effettuato alcun rilievo dell’antico quartiere. La maggior parte degli abitanti, le cui famiglie avevano vissuto e lavorato in Borgo da secoli, furono deportati nelle borgate in mezzo alla campagna. Ciò accadde fra l’altro poiché i nuovi edifici eretti ai lati della strada non avevano funzione abitativa, ma ospitavano uffici, per lo più usati dal Vaticano.

Il giudizio sull’intera impresa, controverso sin dall’inizio, sembra ora essere largamente negativo. Infatti, a parte la distruzione di molti antichi edifici e, soprattutto, dell’intero tessuto sociale, ciò che è andata persa per sempre è stata la “sorpresa” (tipica del Barocco), che ciascuno sperimentava quando, alla fine dei vicoli stretti e bui di Borgo, l’enorme piazza e la Basilica apparivano all’improvviso. Ora, invece, San Pietro appare nella distanza, appiattita come in una cartolina, così che anche il senso di prospettiva è andato perduto.

Borgo oggi

Dal 1950, i Borghiciani (così si chiamano in Romanesco gli abitanti di Borgo) superstiti vivono a nord del Passetto, dove il quartiere ha potuto mantenere sino a tempi recenti il suo carattere popolare. Anche diversi alti prelati scelgono sempre di abitare nella Città Leonina: lo stesso Cardinal Ratzinger ha vissuto in Borgo Pio per più di vent’anni prima della sua elezione al soglio di Pietro.

A sud del passetto il quartiere mostra un volto completamente diverso: lì si trovano solamente uffici (soprattutto del Vaticano), un Auditorium, ed il grande complesso dell’ospedale di Santo Spirito, il quale dopo più di 800 anni continua sempre la sua missione. L’unico legame con il passato sono i negozi di souvenir su Via della Conciliazione.